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Interessi degli Amministratori e operazioni con parti correlate

Nel mese di marzo 2008, il Consiglio di Amministrazione ha adottato, in sostituzione della precedente procedura per la gestione delle operazioni con parti correlate, una più articolata disciplina in materia, che diversifica i ruoli e le responsabilità decisionali a seconda della tipologia di attività riguardata.

E’ stata in tal modo prevista una differenziazione tra operazioni rientranti o meno nel c.d. ordinary course of business, che richiedono o meno una escalation del processo autorizzativo in base alle modalità di determinazione delle condizioni dei rapporti con la parte correlata, distinguendo fra condizioni eterodirette non modificabili e procedure competitive (ove il rischio di conflitto di interessi è escluso in re ipsa) e condizioni comparabili a quelle di mercato (“at arm’s length”). L’apposita matrice di verifica ed approvazione (che si aggiunge agli usuali iter autorizzativi interni) è articolata in base alla rilevanza dell’operazione, in termini di durata e controvalore economico, che viene affidata ora al management, ora a un Comitato Manageriale (Group Compliance Officer, Chief Financial Officer, General Counsel, supportati dal responsabile di primo riporto, owner della specifica operazione), ora al Comitato per il controllo interno e per la corporate governance, con possibilità di escalation da un livello a quello successivo e monitoraggio generalizzato ex post del medesimo Comitato per il controllo interno e per la corporate governance.

A supporto della corretta applicazione dei Principi di condotta dal mese di luglio 2008 è disponibile un applicativo informatico che consente di effettuare la verifica del rapporto di correlazione e dell’iter autorizzativo necessario per la sua finalizzazione. L’applicativo assicura altresì la tracciabilità delle iniziative con parti correlate.